venerdì 8 febbraio 2008

La guerra di professione


Questa è stagione di liste. Ormai è difficile trovare arance buone, ma è già possibile trovare elenchi di tutto rispetto. Prima vera primizia di primavera. Non è facile fare una lista di liste senza risultare ricorsivo, ma non si può tacere le costituende liste elettorali, titolo elegante per gruppi di nomi di gente sconosciuta che impareremo a conoscere a nostre spese. Interessante anche la lista di capistruttura Rai, alcuni rossi di vergogna, altri neri di rabbia e altri ancora verdi d'invidia. In questi giorni tiene banco un elenco di 162 docenti universitari accusati, da ambigui elementi antisionisti, di fare lobby in favore degli ebrei. Ovviamente non sono mancate reazioni indignate a tutti i livelli sociali e politici. Io non sono Woody Allen e nemmeno Moni Ovadia, ma nonostante queste mie palesi mancanze, voglio provare a fare due considerazioni sulle implicazioni sociali dei forti poteri delle comunità religiose.
La comunità ebraica ha dimostrato una superiorità “strategica” nel gestire le inevitabili controindicazioni insite nel basare tutto un sistema su un'Entità che non si può nemmeno invitare a una convention. Per esempio sono stati in grado di superare tutte le dispute teologiche interne o, in qualche modo, limitarle a “io ci credo più di te”. Non è un vantaggio da poco. Le altre grandi religioni abramitiche vivono frammentazioni, a volte molto violente, che debilitano i valori stessi della fede. Per esempio gli sciiti e i sunniti si scannano (a volte purtroppo questa non è una figura retorica) a causa di una diversa visione su chi debba guidare spiritualmente e politicamente la comunità e su antichissime questioni su quali siano i profeti più sexy. I cristiani si prendono a ceri votivi sui denti per qualche dogma d'appendice e si sono formate così tante confessioni che in alcune è possibile trovare riferimenti a Thor.
Altro atteggiamento vincente è stato il completo disinteresse verso i non ebraici. La comunità ebraica non si è mai imbarcata in colossali opere di apostolato o conversione coatta. Si è sempre impegnata per mantenere la propria identità e i propri valori, cercando di ottenere gli spazi sociali per praticare. In quest'ottica, nel 1843 negli Stati Uniti, nacque la loggia B'nai B'rith: una congrega di estrazione massonica destinata a diventare la più grande e potente organizzazione giudaica di mutuo soccorso. B'nai B'rith, grazie ad una organizzazione molto funzionale ed a una fine intelligenza strategica, ha acquisito un potere enorme a livello internazionale, mirato alla difesa e al supporto degli ebrei nel mondo. E questo molto prima dell'olocausto. Tanto potente da condizionare le scelte di molti presidenti americani. Qualcuno sostiene abbia avuto un ruolo determinante nella rivoluzione russa del '17 ed è quasi certificato che fu l'artefice del riconoscimento de facto dello stato di Israele da parte degli USA nel 1948.
Delle attività della loggia si sa davvero poco, nonostante le leggi restrittive in merito, in diversi paesi, B'nai B'rith deve molto del suo potere alla regola del segreto, mai realmente abbandonata.
Lo sforzo indirizzato alla protezione e allo sviluppo della comunità ebraica, senza contaminazioni culturali, è dimostrato da uno degli scopi della loggia: preservare il popolo ebraico dalla “assimilazione”, considerata un nemico alla stregua dell'antisemitismo. Tanto che uno dei principi di B'nai B'rith è che “non vi è posto (nella loggia ndr) per un fratello che tiene i suoi figli lontani dalla comunità israelitica”. E persino i matrimoni misti sono visti con poca indulgenza.
La comunità ebraica ha spesso acquisito posizioni di potere nei nodi nevralgici della vita sociale dell'occidente: i media (soprattutto negli USA) e l'economia in testa a tutti, ma anche la medicina e gli ambienti accademici. Questo dimostra una cosa: la comunità ha avuto capacità politiche e sociali di tutto rispetto, ma soprattuto efficaci e per la gran parte, civili. E forse questo è uno dei veri motivi alla base di grandi e piccole persecuzioni.
Purtroppo quando si ha a che fare con i meccanismi del potere è difficile rimanere sempre civili, anche se ci sono indubbiamente diversi livelli di inciviltà e se provaste a pasteggiare con qualcuno che conosco ve ne rendereste conto. Il problema è che l'antisemitismo ha segnato capitoli di inciviltà e bestialità. A causa di questo diventa difficile criticare alcune scelte di posizione da parte dei forti poteri della comunità ebraica. Anche in considerazione delle disumanità che ha dovuto subire. Ma alcune di queste scelte sono state indubbiamente criticabili. Nel 1913 nasce l'ADL, il braccio operativo di B'nai B'rith, che in breve tempo fu definita la più vasta rete di spionaggio ad operare su scala nazionale, negli Stati Uniti. L'ADL indagò e schedò un numero elevatissimo di persone che in qualche modo avessero espresso pareri critici sulla comunità ebraica. Gli archivi dell'ADL divennero una sorta di miniera d'oro per l'FBI ed indagare su questi schedari risultò molto difficile a causa di una fittissima ragnatela di appoggi all'interno delle forze dell'ordine e dell'ambiente giudiziario. Incredibilmente, e qui torniamo alle liste, nel 1993 un giornalista riuscì a pubblicare la lista degli schedati dall'ADL. Tra loro c'erano i nomi degli onorevoli Pivetti e Miglio e dei cardinali Ruini e Pappalardo. Ruini finì in quella lista per aver detto che Gesù fu crocifisso dagli ebrei e Pappalardo per aver usato l'espressione (ripresa da scritture) “sinagoga di satana”. L'onorevole Pivetti presentò un'interrogazione parlamentare in merito a queste schedature, ma la sua richiesta non ebbe alcuna risposta.
Qualcuno pensa che B'nai B'rith, sia anche dietro alla privazione dei diritti civili nei confronti del dott. Hamer, un medico tedesco che ha sviluppato una teoria alternativa sul cancro che la loggia voleva tenere nascosta. Ma non ci sono prove in merito.
Non deve quindi stupire che esistano lobby anche di tipo religioso che si sostengono al loro interno. I meccanismi sociali della cultura occidentale consentono anche questo. Succede tutti i giorni sotto i nostri occhi: quante volte è risultato provvidenziale conoscere un cardinale o addirittura un semplice prete? E quante aziende, cosiddette bianche, lasciano nemmeno troppo velatamente, corsie preferenziali per chi si comunica tutte le domeniche, caratteristica più utile di una laurea in scienza della comunicazione. Eppure lo consideriamo normale.
La sensazione che si ha è che gli assurdi conflitti religiosi sono malvisti dalla comunità ebraica, che ne starebbe fuori volentieri, ma per sopravvivere, essa abbia deciso di combattere a modo suo, a livello politico e, in qualche misura, strategico. Questo dovrebbe contrapporsi alla tracotanza e alla violenza a cui assistiamo quotidianamente e dovrebbe proteggere la comunità ebraica dal ritorno di terribili fantasmi. Purtroppo però una guerra fa schifo da qualsiasi parte la si combatta. Non dimentichiamo che nei libri di testo israeliani la Palestina veniva, fino a pochi anni fa, descritta come una terra disabitata, e che la loggia B'nai B'rith è nata quasi 100 anni prima dell'olocausto (quindi non in risposta al brutale sterminio nazista).
Il sito, chiaramente di estrema destra, dove sono comparse le liste di professori ebrei (accusati di favoritismi nei confronti degli studenti sionisti) è stato giustamente chiuso e si stanno cercando gli autori. Purtroppo però quando si è costantemente in guerra si finisce necessariamente a combattere, ognuno con i propri metodi e le proprie giustificazioni e la comunità ebraica, dopo la seconda guerra mondiale non può che sentirsi così. Ed è molto difficile capire quando la propria difesa danneggia gli altri.

Technorati Tags: ,

4 commenti:

giovanni ha detto...

Ciao Crù,
leggo spesso i tuoi post che, oltre a piacermi assaje, spesso condivido. Certo, traspare qui e lì un filino di narcisismo verbale di troppo (quanto ci godi a rileggerti? La verità, eh!) ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. O no?
Ho trovato spiazzanti queste tue ultime parole, e non credo sia un caso che il primo commento sia di un "esterno" come me piuttosto che di uno dei tuoi soliti commentatori (ma magari è solo un caso).
Mi limito in queste poche righe a chiederti se tu ti sia ben argomentato su chi è il dottor Hamer prima di nominarlo.

Ti segnalo il sito www.dossierhamer.it; nonostante sia chiaramente ostile alle teorie del dottore, sulle quali non argomento, ne delinea un profilo alquanto completo (negazione dell'olocausto compresa) per quanto riguarda il suo rapporto con la popolazione ebraica.

Ho trovato la citazione del caso del dottor Hamer gratuitamente strumentale ai fini della tua critica e volevo sincerarmi che sapessi di chi stavi parlando...
In base a quello che ho letto, la mia opinione è che sia estremamente azzardato dipingere il dottor Hamer come una vittima dell'azione del B'nai B'rith.

Ti saluto,

Giovanni

cruman ha detto...

ciao giovanni,
credo che in molti si siano ritrovati spiazzati visto che non ha commentato nessuno ed è praticamente la prima volta :)

intanto grazie per il tuo intervento e ti rispondo in due punti

punto numero A) conosco molto bene il dr hamer e la nuova medicina e non solo per le decine di libri e documentazioni teoriche, cliniche e legali che mi sono smazzato, ma anche per rapporti diretti, con persone legate a questa vicenda, con la malattia e con la cura.
ho una certe esperienza in merito e se vai moooolto indietro nel mio blog troverai anche un altro paio di post che ho scritto.
conosco molto bene anche tutte le vicende citate dai suoi detrattori e so anche che molte di queste cose (compreso l'antisemitismo) sono state molto strumentalizzate e a volte appositamente modificate.
(conosco anche il sito che mi hai citato)
sia chiaro che io non sono un fondamentalista della nuova medicina. ho imparato e verificato cose molto interessanti e a volte determinanti. ma su molte altre ho imparato a fare la tara.
devi anche tenere conto della condizioni umane a volte. ma non è il contesto per parlarne.

punto numero B) appurato che la mia citazione del dr hamer non era alla viva il parroco, ti faccio notare che non ho nemmeno citato lui, ma ho semplicemente detto che qualcuno pensa ci sia b'nai b'rith dietro alla ingiusta incarcerazione di hamer (ingiusta nel senso che è stato trattenuto in carcere, minacciato e spinto all'internamento, oltre i limiti della legge, non discuto della sentenza, anche se si potrebbe). e ho anche detto che non ci sono prove in merito.
in realtà esistono documenti ufficiali facilmente riconducibili a certi "grumi" di potere, ma non potevo certo stare ad imbastire un'inchiesta internazionale.
volevo solo esprimere l'idea che la gente che conosce certi meccanismi si è fatta in merito all'acquisizione di potere da parte di certe istituzioni a sfondo religioso (in questo caso ebraiche, ma non solo, come ho detto).

spero di aver chiarito.

a bientot

cruman

Giovanni ha detto...

Chiarissimo come sempre!
Grazie, e al prossimo post.

Giovanni

cruman ha detto...

ti aspetto!