venerdì 7 luglio 2006

Lettera aperta ai gay


Allora ditelo che vi piace cacciarvi nei guai. Alcune premesse: io non ho niente in favore dei gay (scusate ma mi stanno antipatici quelli che dicono “io non ho niente contro gli omosessuali, anzi ho tantissimi amici gay”, che già il fatto che uno abbia tantissimi amici è sospetto), in generale non capisco perché bisogna avere qualcosa a favore o contro. Non so nemmeno che cosa pensino loro di me. Va bene da un punto di vista evolutivo bisogna ammettere che gli omosessuali fanno un po’ di fatica a procreare, ma la faccio anche io ve lo assicuro. L’unica cosa che davvero non sopporto sono i gay che dopo 5 minuti che mi conoscono scuotono la testa con compassione avvertendomi del fatto che per tutta la vita mi sono ingannato non capendo niente di me stesso. Questo gli uomini, le donne mi sputano direttamente in faccia. Per il resto capisco tutto. L’altro giorno ho sentito parlare un tizio che si è operato, è diventato donna e ora è lesbica. Siamo onesti, ha realizzato il sogno segreto di tutti noi maschietti e del tizio che diceva “se fossi donna starei sempre a toccarmi le tette”. Fatte queste premesse, ho bisogno di capire una cosa.
Gli omosessuali, dalla fine del mondo antico, hanno subito le peggiori persecuzioni sociali, psicologiche e fisiche che la storia ricordi. Hanno dovuto lottare di nascosto contro le religioni, la politica, l’emarginazione, hanno dovuto persino liberarsi dell’accusa di untori dell’aids. Senza contare le lotte intestine, per esempio, tra chi non si sente rappresentato dall’orgoglio gay strombazzato in piazza con abiti bizzarri e chi invece vuole una rivoluzione sessuale senza limiti. Insomma una vitaccia. Tutta la mia comprensione. Ma ragazzi….ma come accidenti vi è venuto in mente adesso di volervi sposare??? Allora siete masochisti. Lo fate apposta.
Eravate gli unici immuni da questa piaga sociale di dimensioni catastrofiche. Intendiamoci, ci sono matrimoni che funzionano e che non creano alcun tipo di problematica, come, del resto, ci sono parti plurigemellari….succede. Adesso io non voglio parlare di implicazioni socio economiche. Ci sono sicuramente molte questioni legate a eredità, comunione di beni, salute eccetera eccetera. Ma allora lottiamo per queste cose. Lasciate perdere il matrimonio. Certo qualcuno potrebbe dire che desidera almeno la possibilità di scegliere, di decidere se sposarsi o meno. E’ questo l’errore. Il matrimonio è lì che vi svolazza sulla testa come un avvoltoio affamato: al primo momento di debolezza vi piomba addosso senza pietà e quel momento di debolezza lo rimpiangerete tutta la vita. Ora gli omosessuali hanno un vantaggio enorme. In quel drammatico momento possono solo dire “mi piacerebbe poterti sposare” e via….tutto finito. Ma sapete quanta gente eterosessuale ora pagherebbe per aver avuto allora qualcuno che gli impedisse di fare questo passo?? Miliardi, miliardi di gente.
Pensateci bene. Ancora oggi la gente si sposa per i motivi più stupidi: per uscire di casa, per non stare solo, a volte solo per fare la cerimonia o perché “le mie amiche sono tutte sposate”. Voi non li avete questi problemi. Tanto il giorno che avete deciso di parlare alla vostra famiglia di come siete davvero, a farvi uscire di casa ci avranno pensato loro. Come diceva un mio amico di colore “meglio essere negri che gay, se sei negro non devi dirlo a tua madre”. Non avete nemmeno il problema di aver messo incinta qualcuno per sbaglio e dover riparare se no il padre vi gambizza. E poi sapete sempre dove andare. Ci sono posti organizzati. E’ vero può sembrare una forma di ghettizzazione, ma la gente ghettizza per molto meno. Perché sei grasso, brutto o disabile. E a volte vi invidio: di gay bar è pieno il mondo, ma di disadattat bar non ne ho ancora visti.
Gli omosessuali hanno sempre lottato per poter essere semplicemente quello che sono, per esprimersi con la loro vera personalità, senza dover sottostare ai dettami della moralità costituita e, accidenti, hanno faticato come una balena stanca. E ora? Vogliono anche loro il contratto sociale più normalizzante, spersonalizzante e limitante che sia mai stato progettato? Così mi fate crollare un mito, non avete mai accettato le regole imposte da altri esattamente come cerco sempre di fare io e ora volete entrare in un mondo in cui tutto è già codificato. Come si certifica l’amore e come finirà. Dite la verità, avete un accordo con le lobby degli avvocati divorzisti, ditelo su, io vi capirò, ma non potete crollare anche voi, non mi lasciate solo vi prego.
Scusate, mi sono lasciato un attimo trasportare dalle emozioni. Vi sembrerà strano, ma io non voglio demonizzare il matrimonio, voglio innalzare l’uomo. Passiamo un buon 80% del nostro tempo a fare cose che, dipendesse da noi, non faremmo. Cose che ci dicono altri di fare e come fare. In quel piccolo spazio che ci rimane, lo spazio del nostro tempo, del nostro intimo, dei sentimenti, non possiamo anche lì farci condizionare da regole scritte da altri, non possiamo farci dire anche lì come si fa e come non si fa. Se no è finita. Decidiamo noi come viverci e come smettere di viverci e non pensiamo di non avere le risorse per farlo. E anche se fosse così, non servirebbe utilizzare i modi preimpacchettati da altri. Può essere che il sistema matrimoniale così com’è strutturato oggi, calzi a pennello per qualcuno, può essere anche (molto più raro) che calzi perfettamente per due persone che casualmente si sono anche innamorate. Ma non può andare bene per tutti. Evoluzione, dobbiamo evolverci. Non può essere che ancora oggi una donna non sposata dopo i 30 anni venga considerata come un cavallo zoppo e un uomo un puttaniere o un disadattato.
Fate attenzione quindi. Quando anche gli omosessuali cominceranno a desiderare di sposarsi perché i genitori di lei preferiscono così….sarà la fine, avranno raggiunto la considerazione sociale che volevano, ma saranno tristissimi.

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24 commenti:

Anonimo ha detto...

Un post impeccabile. Sono completamente d'accordo con te.
Solo un problema : ciò significa che non mi sposerai mai !!! Sob.

cruman ha detto...

no, almeno finchè non saprò chi sei. Citando woody allen: forse dovrei sposare M., ma è meglio di no, almeno finchè non mi dirà il resto del suo nome. E poi come potrei chiedere a una creatura così sensibile di rinunciare al campionato di lotta libera nel fango.

bubi ha detto...

eh, ma perbacco, da che donde cotanta repulsione verso un così bell'istituto come il matrimonio! sembra quasi che tu sia già stato sposato...
e lasciatelo dire da uno felicemente sposato che...ops...però dire "felicemente" non è che presuppone un assunto x cui il quale i matrimoni forse non sono poi così spesso felici??? glom!
probabilmente comunque sono tra quella infinitesima percentuale di persone contente e convinte del passo fatto; certo che a leggerti quasi mi viene un po' di rimorso...
vorrei davvero convincerti dei pregi del matrimonio, ma devo lavorare...ovviamente x mantenere la moglie...;) ciao bubi

Anonimo ha detto...

Immagino che la "lotta" per ottenere matrimonio o pacs sia un modo per avere legittimità affettiva più che legale. Se una cosa è lecita è già più "moralmente sostenibile" di una illecita (sembra).
Dopo di che se faranno la stessa triste fine delle coppie etero, peggio per loro.

cruman ha detto...

Io non ce l'ho col matrimonio (ok un po' sì), ma non perchè voglia fare lo scapolone impenitente, solo perchè è una regolamentazione di quello spazio intimo che voglio regolamentarmi da solo. Insomma spesso succede che si accettano tacitamente regole non scritte da noi che poi vengono tirate fuori solo nel momento della crisi, perchè prima non si è avuto il coraggio di definire da soli (in coppia) le prorie necessità e i propri desideri, trovando la strada migliore (anche se più complessa). Ma il punto non è questo, mi meravigliavo solo di come proprio i gay che hanno sempre combattuto contro le regole bigotte, le istituzioni moralistiche della società, ora desiderino farne parte. Non che il matrimonio sia bigotto come istituzione solo che nella nostra società è vissuto in maniera più da "regolamentazione" che come cosa ssentita. Ti prego, non mi convincere bubi!!

cruman ha detto...

Punto di vista interessante, anonimo, ma così appare come una specie di vittoria di pirro. Perdi vincendo. Perchè è vero che ottieni quello che vuoi ma rinunciando alla tua rivendicazione di identità. Normalizzandoti per essere considerato normale.

Silvia ha detto...

Non dovrebbe essere un problema, cara anonima, se cruman non ti sposa, quanto piuttosto una chance in più, una posizione di privilegio, data la sua opinione in merito a tal convenzione :)

Personalmente sono abbastanza vicina alla tua (=di cruman) posizione, non essendo certo io una fanatica del matrimonio, ed è innegabile che i gay abbiano sempre lottato per sovvertire le regole bigotte e morali della società.
Tuttavia io non penso che il matrimonio sia una regola, quanto piuttosto un diritto da poter esercitare (poi che l'esercizio sia svolto correttamente o no è un altro paio di maniche - io porto la canottiera :D ), una scelta possibile, per i gay come pure per gli etero.. E forse è proprio questo che chiedono, l'opportunità di poter esercitare una libera scelta. E - allora sì -magari sovvertire lo "status symbol delle regole bigotte".

cruman ha detto...

primo: io non sarei così sicuro che quell'anonimo sia un'anonima!
secondo: penso che i gay abbiano già abbastanza problemi (infatti è solo per quello che resto etero, oltre al fatto che non si trova un uomo interessante nemmeno a pagarlo) per beccarsi anche la mattonella del matrimonio, almeno per come è vissuto in questa società. Statisticamente il 50% dei matrimoni fallisce (con conseguenze devastanti in termini di stress tempo soldi figli ecc.ecc.) nel restante 50% molte coppie sopravvivono cercando di non farsi troppo male. Anocra oggi, addirittura, ci sono zone dove il divorzio è considerato un'onta disdicevole e le famiglie costringono donne a vivere con uomini che odiano (o da cui sono odiate) pur di non mostrare al pubblico ludibrio il fallimento. Certo, può essere che i gay daranno un volto nuovo a questa istituzione sociale, ma non ci è voluto molto a riempire i giornali con "ecco il primo divorzio gay". I gay sono persone, mica alieni, penso che la percentuale di fallimento non cambierà molto. Quello che non capisco è perchè nessuno la tiene in considerazione. Per questo dicevo che l'impossibilità di sposarsi era un bel vantaggio ;)

Silvia ha detto...

Di nuovo concordo, ma non pensi che anche l'impossibilità di sposarsi sia una regola e non un vantaggio? Perchè io posso scoprire i vantaggi di un'opportunità, non di una imposizione coatta e irrevocabile...

cruman ha detto...

assolutamente sì, ma incidentalmente una regola che torna molto utile! :) io conosco molta gente sposata e quando sono insieme al loro coniuge sono tutti cicicipipipi, poi 9 su 10 mi dicono "non ti sposare mai"! Non succede anche a voi?

silvia ha detto...

Ma... mi dà del voi? Orbene, vossignoria, capita eccome, se no che regola bigotta delle regole bigotte è?! concordemente vostra... ;)

Bobby ha detto...

Non credo che il non poter fare una cosa sia un vantaggio. E che ci siano barriere sociali e legali causate dalle scelte affettivo/sessuali delle persone mi sembra un segno della inciviltà di una società.
Dopo di che è evidente che, al di là della forma in cui inquadrare un rapporto, sia più importante la sostanza. Ed il fatto di consolidare e confermare quel rapporto ogni giorno e non in base a una firma fatta tempo prima su un foglio. Mi sa anche che per i gay sia comunque più complicato, per cui... non sarò certo io a fare il paladino dei matrimoni, anche se (sob!) ho testimoniato a quello...del Bubi !

cruman ha detto...

cari amici sessualmente incerti :)
è chiaro che il mio post era ironico e provocatorio. E' altrettanto chiaro che ognuno dovrebbe avere il diritto di cacciarsi nei guai che preferisce. Io ho solo paura che se si normalizzano anche quelli che per fortuna non sono mai stati "standard" finiscono le speranze di evoluzione. Faccio un esempio: da aalcuni anni si è diffuso il rapporto sociale che i grandi sociologi hanno definito "amici che fanno sesso". Questo tipo di interconnessione umana è vista più o meno come l'omicidio, nonostante renda felici i soggetti in questione e crei l'1% dei danni che spesso creano i matrimoni. Se ti scoprono ad avere un rapporto simile ti bollano come depravato. Se invece ti sposi e fai 3000 corna al coniuge ingannandolo, be' che ci vuoi fare, capitano queste cose, l'importante è la serenità familiare. Io dico solo: un po' più di coraggio nella definizione e nella consapevolezza di se e dei propri rapporti (cosa che i gay sono sempre stati "costretti a fare") e meno ipocrisia. Grazie, siete un pubblico merviglioso.

inyqua ha detto...

Che sciocchezza parlare di matrimoni felici; un uomo può essere felice con qualsiasi donna, purché non la ami veramente....

Non è mia, ma del solito Wilde...
Per me vale sostituendo donna con uomo e viceversa. Suppongo che valga anche la versione omosex....

postatore sano ha detto...

Scusate, ma cosa vuol dire gay? Non capisco...

ispirati ha detto...

notevolissimo.

Fabio Sacco ha detto...

Nessuno mi vuole, ma tutti mi prendono!
cmq, giusto x fare un po' di sana discriminazione... gay=checche

giano bifronte ha detto...

forse vogliamo il matrimonio per poter finalmente essere considerati"normali".Per poter camminare senza doversi vergognare e poter vivere i sentimenti del cuore senza temere di dover vivere senza famiglia e senza amici....chissà....

cruman ha detto...

ritieni davvero che il matrimonio risolva quei problemi? Non pensi che ne creerebbe altri? Cioè tutti quelli che già la società "normale" ha a causa di un'istituzione ormai inadeguata?
Io spero che i gay si risparmieranno questo passaggio anacronistico, approdando direttamente dove prima o poi, dovranno approdare tutti.
Non è l'assenza del matrimonio che condanna i gay a vivere senza famiglia e senza amici, ma la mancanza di civiltà. In my humble opinion!

ciao e grazie

cruman

giano bifronte ha detto...

non risolve i problemi,ma aiuterebbe moltissimo nell'accettazione e nella normalizzazione degli esseri umani.Quando alle persone di colore,fu data la possibilità di entrare negli stessi luoghi di noi bianchi,sugli stessi autobus...all'inizio si storse il naso e dopo un po' non si ci fece più caso.

cruman ha detto...

guarda che stiamo parlando di due cose diverse. Tu parli di parità di diritti tra omosessuali e eterosessuali, io dico semplicemente che il matrimonio non sarebbe una conquista utile per gli omosessuali. Non dico che non ne devono avere il diritto. E' universalmente noto (anche se nessuno lo ammette) che è un'istituzione in pieno fallimento. Se poi per te sposarsi significa "normalizzarsi" allora è qui che abbiamo divergenze non certo sull'orientamento sessuale.
Il paragone con l'autobus per la gente di colore, non c'azzecca proprio. L'autobus è un bene utile della società. Senza il quale non puoi "competere" se non hai una macchina e devi andare a lavoro o diventi un maratoneta o non puoi lavorare. Il matrimonio non è una necessità (e parlo del matrimonio non delle conseguenze legali del matrimonio che possono essere parificate con leggi apposite) e anzi diventa un peso per la maggior parte delle persone (statistiche alla mano). Mi sembra che vuoi buttarla per forza sulla discriminazione (cosa che esiste non c'è dubbio) ma non è il mio caso. Anzi io sostengo che i gay abbiano sempre fatto bene a ribellarsi a un certo tipo di schemi sociali imposti e li invidio per questo. E proprio per questo il fatto di rientrare in quegli schemi che hanno sempre combattuto la vedo sì come una "noramlizzazione" che però ha tutto l'aspetto di un fallimento.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,non ho idea di quando sia stato postato tutto questo ma vista l'attualità dell'argomento in italia suppongo di esser ancora in tempo a dare almeno un suggerimento un ipotetica leggittimazione di una quanto mai banale richiesta di scegliere come vivere la propria vita(illusione). Ci son più motivi per ammettere un matrimonio gay ed etero o comunque un riconoscimento di diritti di cui l'uomo stesso ha saputo privarsi... ... sarò brevissimo e diretto nei modi: la legge ti impedisce o non ti consente di esser vicino alla persona che ami quando questa sta per lasciarti per sempre... e non intendo per motivi di divorzio ma per decesso.
ps:Basterebbe avere il coraggio di vivere la propria vita invece di dedicarsi a disturbare quella degli altri!
Un affettuoso quasi ambiguo saluto a tutti
Anonimo2

Rage against the bigoteds ha detto...

Mi è spuntato un sorriso sincero sul viso nel leggere il tuo post..posso solo dirti che ho fiducia nell'amore che provo per il mio ragazzo per questo voglio il matrimonio.
Poi certo se ci si sposa per altri motivi, non avrebbe senso!

^_*

www.liberiatei.blogspot.com

becoxx ha detto...

..io penso che i gay sono persone come altre e fanno stupidaggini come gli altri, nel loro caso, il volersi poter sposare e' motivato (non solo, ma in buona parte) dagli stessi pratici, convenzionali, ed erronei motivi di cui diceva prima cruman...reversibilita' della pensione..eredita' e tutti gli altri diritti socioeconomici,..forse sono talmente attratti da queste opportunita' che gli sono state finora "ingiustamente" negate, che dimenticano se sia veramente il caso di sposarsi per avere una vita felice...

n.b...sono nuovo del blog,..complimenti cruman, hai creato il blog che avrei voluto creare io, se non fossi cosi' pigro..