venerdì 28 luglio 2006

Post scriptum


Io non so scrivere e questo incipit dovrebbe essere sufficiente a dimostrare se stesso. Scrivere non è un concetto così definito come potrebbe sembrare: troppi fattori vanno a comporre uno dei gesti più antichi del mondo, dopo l’omicidio e il mercimonio corporale. Bisogna considerare i destinatari (se ci sono) dello scritto e il tipo di rapporto che lo scrivente ha con loro (sempre e solo se ci sono), i limiti contestuali e linguistici, l’argomento e persino lo strumento utilizzato e il supporto che accoglierà il messaggio. Con un quaderno in mano e armati di lapis, non è difficile buttare giù parole, segni, fiorellini o incisioni rupestri. Ma con una cartolina capovolta davanti al naso si finisce spesso con la penna incastrata tra un incisivo e un premolare, con l’espressione della mucca che guarda il treno e la sensazione di avere un mocho vileda al posto del cervello. Dopo circa quarantacinque minuti, anche un nobel per la letteratura scriverà “saluti da pinarella di cervia. Giacoma e Tereso (nobel per la letteratura)”. Accorgendosi poi, nell’atto liberatorio dell’imbucamento, che sulla parte illustrata della cartolina campeggia la stessa identica frase, il che è curioso, considerando che vi trovate a carini di licata.
La mia incapacità grafocreativa a cui accennavo è quindi riferita al contesto che voi lettori, impegnati a non far capire ai vostri colleghi che state usando internet per leggere un blog invece di scandagliare siti porno e scaricare musica che non ascolterete mai, conoscete bene: il mondo dei postatori cibernetici. Questo malnato giudizio mi arriva diretto come un 18 sul libretto, nientepopò di meno (cioè esattamente il numero di popò che vedete) dalla reggente la cattedra di lettere moderne dell’università Secondo Federico di Napoli. Lettere moderne è quel corso di laurea che può tranquillamente sfociare in una tesi sull’uso del sospensorio nel balletto classico russo. Non deve quindi stupirvi che si discetti di blog o della valenza sociale della quadriglia. La docente, secondo gli appunti presi da una mia giovane amica, sostiene, anzi insegna (in quanto illuminante, quindi insegna al neon), che per assemblare a dovere un perfetto post in un blog che pretenda un numero di accessi pari a quello di studentessesbadatedimenticanolabiancheria.com, occorra essere concisi, diretti, parchi di aggettivi e di facile fruizione.
Il fatto che io abbia impiegato mezza pagina per dire “sono prolisso e complicato”, potrebbe insinuare il sospetto che se avessi frequentato quell’ateneo, non avrei passato un esame nemmeno presentandomi con gonna inguinale e calze a rete (atte a irretire) e io ho delle belle gambe! Nemmeno posso smentire l’oculata professoressa, avendo registrato nel mio sito, il passaggio a pelo d’acqua di un numero di navigatori appena inferiore a quello di bruttemaappiccicose.it.
Eppure qualche dubbio mi rimane. L’estrema sintesi coincide con l’interesse suscitato? Un messaggio scarno e sfronzolato (esse privativa) può favorire la quantità di destinatari, ma non ne pregiudica la qualità (non del messaggio, dei destinatari)? E soprattutto, la riga delle calze è storta?
Stringendo, è possibile che nei miei post io non comunichi gran ché, però mi sollazzo nel pensiero che il mio stile è riconoscibile, che chi torna, torna per il modo in cui affastello le parole una sull’altra, non perché è d’accordo con quello che dico o perché rivelo notizie in esclusiva. Certo se avessi le prove del complotto Kennedy, se sapessi perché Iaquinta gioca in nazionale o potessi dimostrare che dopo la morte c’è un campo da golf a 18 buche, probabilmente io potere scrivere anche con verbi a infinito e senza articoli che gente leggere mio blog uguale. Ma le cose che conosco io sono più o meno alla portata di tutti e la mia vita non è molto diversa da quella delle altre persone e anche se lo fosse sarebbero affari miei. Che cosa rimane da dire? Poco in realtà, ecco perché è tanto importante come dirlo, ecco perché con un po’ di originalità, qualcosa degna di nota, si riesce a trasmettere (mica come la rai) e soprattutto se non scrivessi così, perderei la fonte stessa della mia creatività, la spinta decisiva verso il foglio elettronico con tutti i bit a zero, cioè il fatto di ridere come un debosciato mentre scrivo. Poi non importa se qualcuno non coglie un acrobatico calambour, un’azzardata capriola linguistica o un sottointeso inteso troppo sotto. Si vede che non era per lui che stavo scrivendo quel pezzo.
Quindi non voglio imparare a scrivere. Anche perché è impossibile: possono insegnarvi la grammatica, possono istruirvi a scrivere lettere commerciali, a fare il giornalista di cronaca, ma un corso di scrittura creativa ha senso come un corso di alta statura o un corso di Picasso.
Se una cosa la dite bene o in un modo originale, può anche non esserci la cosa, tanto coserà lo stesso. E’ come quando ascolti la Unzicher parlare, magari emette solo ridolini e banalità, ma se ti giungono da quell’armonioso groviglio di tette e culi, ti sembra di ascoltare Heidegger che parla del cinquecentesimo anniversario della fondazione dell'università di Freiburg (che naturalmente è bello e ciò che è bello è sano, come postatore).
Ecco, diciamo che io scrivo con le tette di fuori. Con buona pace della nomenklatura accademica partenopea (lì la k ci vuole, non sto facendo il punkabbestia).

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22 commenti:

Federica ha detto...

Caro Cruman, ogni affermazione deve essere avvalorata da prove concrete. Pertanto richiedo una fotografia delle tue gambe. Se avessi corredato il post di tale foto mostrante queste gambe strepitose, sono certa che gli accessi al blog sarebbero aumentati esponenzialmente...
Detto questo (per cui so mi odierai per sempre), colgo l'occasione per ribadire che a me come scrivi piace da morire e ti prego di non cambiare nulla! Con buona pace della docente suddetta... non è che sarà gelosa perchè ha gambe meno belle??

cruman ha detto...

io l'avrei anche fatta la foto, ma, come sai, essendo un orso anacoreta, non c'era nessuno che mi dicesse se la riga delle calze era storta, così ho preferito non rischiare di fare una figura tapina.

cruman

Federica ha detto...

Se devo essere sincera trovo le calza a rete con la riga un pelino volgari e pure stagionatelle, ma
non temere, mi offro volontaria: di "rette" me ne intendo, un po' meno di fotografia, ma farò del mio meglio.
Mi sacrifico per tutte le lettrici che come me ti sognano... sospiro...

Perla ha detto...

Se avevo qualche barlume di certezza sulle mie motivazioni di postatrice mediocre ma felice...Bè. ora non ce l'ho più...

Nonostante questo è un onore per me conoscerti!

Perla

cruman ha detto...

Solo perchè scrivo con le tette di fuori? eh mamma mia che bigottismo, va be' le metto dentro...devo coprire anche il culo?

cruman

Federica ha detto...

Post Scriptum
Se tu non sai scrivere, noialtri "comuni mortali" siamo al limite dell'analfabetismo.

Bobby ha detto...

Dovrei cercare nel mio archivio di foto "che mai nessun vedrà" ma sono quasi sicuro di avere qualche immagine delle tue gambe. E forse una paio anche delle tue tette !
Comunque post a dir poco delizioso, forse perchè molto auto referenziale. Come sono io, del resto...

cruman ha detto...

Subito prima di ricevere il commento di bobby mi stavano dicendo che questi interventi sembrano più dichiarazioni d'amore...poi bobby parli anche delle nostre foto....un po' di ritegno per cortesia, è un luogo pubblico (mmmm eccitanti i luoghi pubblici)

cruman

zanzara ha detto...

La reggente porta le calze a rete, con la riga o autoreggenti?
Questo mi pare una precisazione che apporterebbe quella precisione indispensabile alla comprensione della questione (notare la rima mollemente baciata, usata con nonchalance)
E se è secondo Federico perchè il parere lo dà la reggente e sempre la questione topica rimane se con o senza autoreggenti.

La valenza sociale della quadriglia è stato argomento di studio approfondito in relazione all'incremento demografico dei territori del selvaggio west, le simpatiche rimpatriate quadrigliate favorivano i rapporti interpersonali e non solo e senza neanche bisogno di autoreggenti..visto che ancora non erano in uso.

Sull'affermazione, alquanto opinabile, della bellezza del mezzo di trasporto primordiale e mai passato di moda, le gambe tue, vorremmo riscontri oggettivi e testimoniamze giurate non sfiorate dal dubbio del parere interessato, niente dichiarazioni prezzolate e/o interessate quindi.

Chi torna lo fa con le sue gambe? l'andatura è malferma o baldanzosa?
E le tette sono rifatte o genuine?
Queste le domande inquiete che terranno svegli i lettori di questo posts, oltre al caldo.

Bannami..se hai il coraggio!! Bannazione!!!!:)))))

Bobby ha detto...

Chi è che osa insinuare 'ste cose? Spiega loro la mia assoluta aridità sentimentale, và. Tu che puoi e ne sai.
Comunque dal prossimo post ti erogherò insulti gratuiti, per evitare problemi. Gnè gnè

cruman ha detto...

dal prossimo post??
ehmm hai già riassegnato le locazioni di memoria? ti ricordo che non più di due giorni fa hai commentato dandomi del coniglio (la prossima volta dammi anche la salsina)

cruman

inyqua ha detto...

Ecco, mo' anche Bobby che è arido...(Cruman, ma chi è?un amico tuo? ma uno che sia romantico e dolce come la sottoscritta non passa mai da queste parti????)

Evito di fare affermazioni difficili, tipo che io le gambe di cruman le ho viste dal buco della serratura...:-)))) (e non aggiungo altro...perchè sono una gentildonna...:-P)

E comunque mi riallineo sulle fan di cruman...anche se oramai comincia a diventare una lunga linea grigia (leggi: troppo affollata) per cui cerco ombra da qualche altra parte....:-))))

cruman ha detto...

hai mai visto un commercialista romantico e dolce??

zanzara ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
zanzara ha detto...

Bobby(Solo?)anch'io sono sola nel senso che sono una perchè il plurale?

Tu che sai e puoi?
Pare l'invocazione idolartra di un adepto in cerca di grazia ( la cugina carina di Speranza)...avevo visto giusto, pare inficiato dal sospetto, nascosto, come polvere sotto il tappeto, di una frequentazione che non permette serenità di giudizio anzicheno.

L'insulto come l'indulto deve essere applicato ai reati non reiterati e mi pare che qui si reiteri con abbondanza..cornucopie di reiteri

Un saluto delizioso :)))

bobby ha detto...

Evidentemente è sfuggita la vaga ironia delle mie parole. D'altra parte capisco circa il 20% di ciò che scrivete, mica si può pretendere che poi emani poesia !
Sono solo un povero ragioniere, per giunta romantico talvolta. Mica un solone (ma tanto ho l'olio solare) della sintassi e della grammatica come voi tutti.
Tranquille donne. Nessuna competizione per il vostro Cruman. Va bene che sono un po' ginecofobico (parole di Cruman), ma ultimamente sono tutto misantropo, per cui...fate di lui ciò che volete, tanto so che lo vuole anche lui !

cruman ha detto...

"so che lo vuole anche lui" credo che abbia peggiorato la situazione già compromessa dal fatto che hai le foto delle mie tette.
comunque è vero bobby è un romantico originale: si commuove di fronte a un tramonto sul mare, alla luna tra i monti e a una birra rossa portata da una ostessa tedesca. Invece la misantropia l'ha copiata da me.
altro che cornucopia, coruicopione.

cruman

zanzara ha detto...

Emerito ragionier Bobby,(richiedo..Solo?) ironia dal sen fuggita non macina più.

Ah, la soave leggiadria della poesia romantica che riempe l’aere d’ispirati versi tra gli afrori dei fiori e le brezze leggere che accarezzano i poetici versi del Petrarca, abbeverarsi alla sua fonte non è da tutti.

Solone o solleone sempre roba che scotta.

Un ragioniere romantico è un’interessante figura, un calcolatore che non calcola, con una leggera nota di misantropia che non guasta mai.

Commuoversi davanti ad una rossa Mc Farland o una bionda Adelscott o al tramonto anzichenò davanti alle tette (siliconate?)di un amico è davvero la quintessenza del romanticismo.

Cruman dono il mio corpo alla nobil causa mal si concilia con la misantropia, dono una mia foto (forse) sarebbe più aderente, un guanto-concetto.

Un delizioso saluto, rinnovando porgo, con simpatia temperata d'ironia :)))))

Anonimo ha detto...

non prendertela hai delle gambe favolose ..per le tette c'è sempre tempo

bobby ha detto...

Il delirio ormai ha invaso il blog. Urge altro post per cambiare argomento.
Comunque, visto che qualcuno sembra chiedere, "sono solo sotto il sol e so solo un solo in sol".
Non so che vuol dire, ma suona bene. Un po' alliterante ma bene.

zanzara ha detto...

L'allitterazione senza sinestesia abbisogna di anestesia stando ben attenti che l'epifonema non provochi un enfisema.
Risolviamo con un panino all'enjambement e una birra.

Deliziosi saluti con un emistichio di riforzo :))))

clio ha detto...

oh ragazzi tutto sto caino per un paio di gambe pelose??Se lo sapevo prima non spendevo 10 euro dall'estetista e lanciavo una moda estiva!
Il post è davvero piacevole!
Ciao!