venerdì 6 aprile 2007

Natale con i tuoi, Pasqua come buoi


Premessa: è cosa buona e giusta leggere questo post prima di recarvi sugli altipiani di Arcinazzo a fare il pic nic di pasquetta con palloni calciati, bambini manati, agnelli sacrificati alla diavolina e presto tira su tutto che piove. Ne trarrete sicuramente giovamento e un'espressione consapevole vi farà compagnia sulla sediola pieghevole che già non vi sopportava più la Pasqua scorsa, figuriamoci ora che vi si è rotto l'ABKing Pro.
La Pasqua la festeggiamo tutti, ma pochi sanno davvero che cosa sia. Non crucciatevi, non è affatto semplice. Certo bisognerebbe almeno sapere che è la più importante festività cristiana e che celebra la resurrezione di Gesù, messo in croce in giovane età, un po' come tutti i palestinesi. Eh sì, non è il Natale la più importante ricorrenza cattolica. Del resto a nascere sono buoni tutti. Per tornare in vita ci vuole qualche skill in più. La Pasqua ebraica invece celebra l'esodo dall'Egitto del popolo eletto per mano di Mosè. A giudicare dalle strade italiane, pare che la tradizione ebraica sia la più gettonata, in questi giorni. Ora viene il difficile (vi risparmio il calcolo del giorno perché ne ho già parlato qui).
Il periodo di Pasqua comincia quaranta giorni prima con il Mercoledì delle Ceneri. Un giorno in mezzo alla settimana in cui ci si mette in testa che cosa siamo e che cosa diventeremo. In questo periodo (Quaresima) andrebbero praticati il digiuno ecclesiastico (che è un po' complicato, ma ricorda molto la dieta a zona), atti di penitenza, intensa attività di preghiera e carità. L'ultima settimana di questo periodo mica da ridere è la Settimana Santa (si chiama così perché se ci arrivate è un buon passo verso la beatificazione). Comincia con la Domenica delle Palme, in ricordo dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme, accolto con tripudio e sventolamento di foglie di palme. Ovviamente a Gerusalemme giusto le palme c'erano. Fosse entrato a Bogotà avrebbero sventolato foglie di coca, come Chavez all'ONU. Il Giovedì Santo si celebra la Messa del Crisma in cui si consacrano gli olii Santi che serviranno per molti scopi: cresime, battesimi, ordinamenti, l'unzione e, chissà, condire gli strozzapreti. Poi c'è una serie di riti liturgici particolari: la lavanda dei piedi, la legatura delle campane, il giro delle sette chiese, l'adorazione della Croce e la Via Crucis. State cominciando a sentirvi un po' in colpa voi in colonna come una mandria in autostrada che scandite con bestemmie ogni minuto di coda? Bene, siamo solo all'inizio.
Il Sabato Santo è l'unico giorno dell'anno senza liturgie. Niente messa, niente comunione (a meno che non si rischi di non arrivare a mangiare la colomba) e dalle chiese ogni Cristo scenderà dalla Croce (e anche gli uccelli faranno ritorno) sparendo dai tabernacoli. Persino il segno della croce è punito con scomunica o, a scelta, dieci selciate. Del resto in un momento così sarebbe come parlare di corda a casa dell'impiccato. Si narra che alcuni osservanti cercarono di ricevere la comunione un Sabato Santo e vedendosela negare coniarono l'interiezione di disappunto “ostia!”.
Per completezza di informazione Pasqua significa “passaggio”. Per i cristiani a una nuova vita eterna (o comunque molto più lunga di questa e senza ticket per il pronto soccorso), per gli ebrei alla terra promessa (un passaggio a quanto pare più arduo della resurrezione) e per i contemporanei al casello di Pinarella di Cervia.
La pasquetta non esiste. Sarebbe il Lunedì dell'Angelo, con riferimento all'angelo che avvisò le attonite donne di fronte al Sepolcro aperto, che Gesù era tornato in vita, prima che sporgessero denuncia per trafugamento di cadavere. Ma non è una festività religiosa. La introdusse lo stato nel dopoguerra a causa degli sbalorditivi rutti all'agnello retrogusto cioccolato, che rimbombavano nei luoghi di lavoro il giorno dopo Pasqua. Esattamente la stessa cosa che si è fatta per Santo Stefano in relazione al Natale. In pratica è stato aggiunto un giorno per la scampagnata fuori porta... chepperò piove. Qualcuno pensa che aggiungere un giorno piovoso con l'unico scopo di passare un maledetto lunedì in colonna, sia la nemesi per i mancati 40 giorni di digiuno e penitenza. Mi pare una pena equa.
Sembra che la tradizione della gita fuori porta derivi dai due discepoli a cui Gesù risorto apparve mentre passeggiavano tranquilli verso Emmaus, fuori dalle porte di Gerusalemme. A seguito di questa improvvisa apparizione del Messia creduto morto, nacque anche l'esclamazione “Cristo!”. Ma anche molte altre usanze dei nostri giorni che ripetiamo ogni anno (più che altro che mangiamo ogni anno) hanno origini confuse. L'agnello rappresenta l'Agnello di Dio per i cristiani e l'agnello sacrificale per gli ebrei, ma credo che all'agnello non faccia molta differenza, visto che sono secoli che si chiede perché per la colomba fanno una torta a forma di colomba, mentre lui deve essere dissanguato, arrostito e trangugiato con pane azzimo.
Le uova decorate sono invece una tradizione recente, ma sempre poco chiara. A parte simbolismi vari, pare però che un discepolo, alla notizia della resurrezione di Gesù rispose “ti crederò se le uova in quella cesta diverranno rosse”. Le uova divennero in effetti rosse e probabilmente il discepolo si pentì di non aver detto qualcosa del tipo “ti crederò se mi trovo in tasca un buono ordinario del tesoro al portatore”.
Resta il fatto che tutti continuano casualmente a perpetrare le tradizione più goderecce, dimenticando quelle impegnative. Le uova, l'agnello, la colomba, la gita fuori porta, il lunedì di festa, la sorpresa nell'uovo che è o un portachiavi imbarazzante o una cosa da montare con le istruzioni in cirillico, che dopo due ore di lavoro si rivela essere un portachiavi imbarazzante, il buona pasqua grazie anche a te e via discorrendo. Niente digiuno, penitenze, liturgie, vie crucis e compagnia bella.
La Pasqua non è sexy come il Natale, nell'immaginario collettivo. Sarà la neve, gli zampognari, sarà che è un po' più chiaro che cosa si festeggia, forse grazie al presepe. Forse se nelle case si allestissero modelli di Calvario e Sacri Sepolcri, le persone avrebbero un sentimento più spirituale e meno vacanziero.
Forse sono stato un po' dissacrante, qualcuno dirà blasfemo (mamma mia non si può scherzare però), ma tra il sacro e il profano ho cercato di capire qualcosa e credo sia già molto di più di ciò che fanno molti utilizzatori delle festività cristiane, le cui uniche preghiere sono atte a propiziarsi il sole e l'intercessione viaria di isoradio.

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3 commenti:

inyqua ha detto...

Bellissimo...
Nella mia lista dei post 'alternativi' per la Pasqua, il tuo merita il posto d'onore...

Anonimo ha detto...

MA ALMENO L'AGNELLO ERA BUONO?

ISATTEO

Anonimo ha detto...

ahah! grazie, mi sono spanzato dal ridere!

Gio