giovedì 2 agosto 2007

La piatta forma dell'amore


Marino. Il mio nome è Marino. Se a qualcuno fu dato un nome e simultaneamente un destino, quello fu'io. A scuola lo coniugai con discreti risultati e una volta adulto, gli resi una dignità di aggettivo divenendo un amante del mare, delle onde, delle battigie, delle risacche, dei frangiflutti e del bagnasciuga (unico luogo ricorsivo). Per me amare significa a mare. Infatti sono addetto alla trivella su una piattaforma petrolifera.
La vita qui è dura: passo molti mesi lontano dalla mia famiglia. Ah non vi ho detto che sono sposato. Io e Elba abbiamo fatto le cose molto in fretta: ci siamo sposati per non correre il rischio di non farlo. Forse avrei dovuto pensarci meglio e il fatto che i suoi genitori accolsero la notizia delle nostre intenzioni coniugali con ventuno salve di cannone avrebbe dovuto rendermi garbatamente circospetto. Comunque le cose proseguono senza intoppi di rilievo, perché non è vero è che il matrimonio è la tomba dell'amore, è solo che il confine tra tre metri sopra il cielo e tre metri sotto terra è meno netto di quanto si pensi.
Sta di fatto che in un momento di grande riflessione introspettiva e, per essere precisi, quando Elba manifestò il proposito di farmi a pezzi e gettarne alcuni nel Po e altri nel Ticino nella speranza che si ricomponessero a Comacchio, ecco in quel profondo momento di simbiosi spirituale decisi di partire per la piattaforma.
Elba però mi manca perché le voglio davvero bene e lei mi completa come essere umano. Un po' anche perché qui siamo tutti uomini, ma non pensate che io sia un gretto insensibile, sarò orso, forse misantropo, sicuramente narcisista con le emozioni distorte, ma di certo non sono... non sono... che cosa avevo detto di non essere? Non importa, perché ora sono felice e tutto grazie all'onorevole Lorenzo Cesa. Costui si è erto in difesa di noi forzati della solitudine, di noi seguaci di Onan il miope. Cesa ha proposto di finanziare i deputati per consentire il ricongiungimento dei familiari e quindi impedire che gli stessi deputati sublimino la promessa d'amore suggellata con lo scambio anulare, sul raccordo omonimo. Ebbene io ho chiesto e ottenuto di godere dello stesso privilegio (non quello sul raccordo, il riavvicinamento). Perché anche io vivo lontano dalla mia compagna e perché anche il mio lavoro è importante: io faccio sì che le vostre auto siano mobili (tranne in prossimità dei lampioni), alimento le centrali elettriche (che accendono i lampioni) e un barile di altre cose. Così come i politici (anche loro pieni di piatteforme, da cui però non ho mai visto tirar fuori niente) ci consentono di... cioè loro fanno in modo che... i politici producono... servono per... insomma loro sono sicuramente più bravi di me, ma qui, in caso di estrema emergenza o crampi alle mani, non è che sia semplicissimo trovare una donna, nemmeno a pagamento. E pensare che mi chiamano er trivella.
L'idea è di quelle rivoluzionarie, tanto che ai concerti già vendono le magliette con la faccia di Cesa. D'accordo non lo conosce nessuno, ma tanto quelli che conoscono Che Guevara ai concerti non ci vanno più. Il concetto può trovare applicazioni inaspettate, per risolvere le questioni sociali più disparate e disperate. Si potrebbero dare dei soldi ai ladri per evitare che rubino, dare degli scudetti a Moggi per evitare che rinchiuda arbitri nei cessi, dare dell'intelligente a Cesa per evitare che cerchi di dimostrarlo. Secondo me le potenzialità sono enormi, ma io sono solo un trivellatore e, vi parrà strano, non sono un tipo molto profondo. Spesso faccio buchi nell'acqua, ma stavolta sono sicuro di non sbagliare: Cesa ce sa fa', non ci sono dubbi.
Ora sono felice. Elba è qui con me. Mi hanno dato una chiatta (chi ha detto un'altra?) e ora mia moglie vive ormeggiata a due miglia marine dalla mia piattaforma. Perché va bene il riavvicinamento, ma preferisco sia una cosa graduale. Il problema è che lei ora è depressa: le manca il suo circolo di maglia e cucito. Non le basta più tenersi in contatto attraverso il sito wwwpuntocroce. Quindi, per evitare che mi pianti in un occhio un ferro da calza, sto cercando di ottenere il riavvicinamento del suo circolo. La presidentessa del circolo però ha dichiarato che senza il suo terapista non può stare e lo stesso terapista si è detto contrariato di vederla partire prima di aver terminato il suo girocollo in gabardine.
Il nostro ingegnere ha calcolato che, continuando questo processo di avvicinamenti esponenziali, nel giro di pochi anni la piattaforma petrolifera potrà dichiararsi stato autonomo indipendente e dovrà importare petrolio per il suo fabbisogno energetico. A quel punto dovremmo mandare qualcuno sulla terraferma (ormai spopolata) per reperire materie prime. Questo qualcuno però si sentirà solo e chiederà il riavvicinamento dei suoi cari. Questa traslocazione ondivaga sarà la nascita di una nuova cultura sociale, che si affermerà nei secoli a venire, almeno finché, nel bel mezzo della transumanza, qualche uomo di buonsenso si fermerà un attimo e si accorgerà, come su un treno in partenza, di non essere fermo ma di muoversi insieme a tutti gli altri e, con un sintomatico ritardo esclamerà “ma che fuffolo stiamo facendo?”.

Confesso che queste sono tutte fantasie, perché la proposta di Cesa è stata respinta al termine di un confronto serio e pregno di senso civico e responsabilità. Purtroppo i sostenitori della tesi “se fate venire qui mia moglie me ne vado io” erano molto più numerosi dei “o fate venire qui mia moglie o vado a puttane... in ambulanza (sono per il sesso sicuro io)”. Sarà che si finisce sempre ad impegnarsi per ottenere qualcosa e poi a pentirsi di averla raggiunta, rimpiangendo i bei momenti in cui il desiderio di ciò che non si aveva era molto più avvincente del poterlo avere. Per questo sono qui in mezzo all'oceano: perché amo il mare e perché amo mia moglie.

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4 commenti:

Neottolemo ha detto...

"Senti come grida il peperone (pam!), inequivocabile segnal" che qui il senso dei rapporti umani è sceso un pò troppo in basso.

cruman ha detto...

eh sì! viva il centro di trivellazione. ;)

Pippo ha detto...

Caro Cruman:
Come ti comprendo.
E sopratutto complimenti !
Anche tu ti sei dedicato alla perforazione pesante.
Tieni duro e fa in modo che anche Elba ci si appassioni: in due si fora bene anche se, per esperienza personale, con il Barbera si fora meglio.
Per quanto riguarda quei signori, continueranno a romperci fino quando non saremo capaci di spedirli sulle piattaforme.
Anche se dubitiamo abbiano la capacità di prendere confidenza con la perforazione pesante possono sempre dedicarsi a quella leggera con i vari tipi di Luxurie che si portano appresso.

cruman ha detto...

quelli, con le luxurie che si portano appresso dovrebbero dedicarsi alla perforazione cranica!

mi sono sentito molto vicino a te scrivendo questo pezzo, mancava solo il barbera!