giovedì 9 febbraio 2006

Mi dissocio da quello che dico

Io ci ho provato a non dire nulla su scontri di religioni satira e amenità varie, ma ho un'acredine inespressa che aumenta i miei radicali liberi (che fanno lo sciopero della fame) e quando, l'altra notte, mi sono svegliato con le vesti lacerate ho deciso che in qualche modo dovevo liberare il mio astio. Partiamo dalla satira. Non voglio affrontare la questione satira sì, satira no, satira boh, ma quello che mi viene da pensare è che se satira sì non ci si può certo preoccupare della sensibilità delle persone, altrimenti chi fa satira andrebbe a debeccare i polli dopo due giorni. Allora piuttosto è meglio satira niente. Non voglio nemmeno giudicare la reazione delle persone che si sono sentite offese dalle famigerate vignette. Del resto qui ci si ammazza per una squadra di calcio e non mi sembra una lezione di civiltà. Ma una cosa proprio la vorrei capire: qual è (non scocciate si scrive senza apostrofo) il metro per la sensibilità? Di solito io ragiono da egoriferito, non mi permetto con gli altri gesti che mi urterebbero: tipo uno sganassone a freddo o dare il numero di telefono alla De Filippi. Io ho visto esponenti religiosi e istituzionali (spesso le cose coincidono) mussulmani, quindi non un vignettista di terz'ordine, apparire in televisione in Italia, quindi non a casa sua, ma in un paese di maggioranza cattolica, affermare che il crocefisso (simbolo religioso vagamente rilevante) altro non è che un pupazzetto appeso. Ne ho sentito un altro rispondere a una domanda sulla satira mussulmana sull'olocausto con "ma l'olocausto è una leggenda". Ora, io rispetto il diritto a pensare che l'olocausto sia una leggenda sceneggiata da Spielberg (del resto io penso che esista la democrazia!), ma non dovrebbe quindi esserci anche il diritto di pensare che qualsiasi altra religione possa essere una leggenda? D'accordo, mi sembra di capire che non si tratti di una sensibilità bidirezionale. Allora com'è il discorso? Facciamo che c'è qualcuno che fa la parte del nerd preso in giro da tutti senza reagire e qualcun'altro fa l'intoccabile? E' solo una questione di ironia? Direi di no. Ho visto "opere d'arte" in cui è rappresentato il papa schiacciato da una meteora. La questione forse è un po' più cruda.... si sa che certe cose si possono fare e dire. Si sa che con qualcuno non si rischia e con altri sì quindi si evita. Chi prova a superare questo limite non fa una vita particolarmente comoda (Rushdi, Van Gogh, non il pittore e ora questi danesi, non i cani). Allora è paura. Non c'è una forza politica che limita la libertà di espressione. E' proprio la paura. Io non capisco questo discorso sulla sensibilità....è per caso "sii sensibile o te le suono"?. Ora la frase una risata ci seppellirà, assume un nuovo inquietante significato. Devo dire che almeno ho apprezzato chi ha detto "noi mussulmani siamo permalosi". L'onestà intellettuale va riconosciuta. Ma è proprio così terribile l'ironia? E non dico l'ironia delle vignette che non facevano nemmeno tanto ridere. Dico proprio il mettere un po' di ironia nella vita. Gli ebrei ci sopravvivono da milleni. E come potrebbero altrimenti? Tutta la loro storia è fatta di promesse non mantenute! Ma loro ci scherzano. Moni Ovadia disse i peggiori antisemiti sono gli ebrei. E vi prego date retta a Moretti: dite qualcosa di sinistra!!! Spero di non avere offeso nessuno, comunque non vi scomodate, sono un malato terminale!
Technorati Tags: ,

2 commenti:

bobby ha detto...

Il problema penso stia in buona parte nel fatto che mentre qui (occidente) abbiamo avuto secoli di battaglie che hanno limitato il potere della Chiesa nella vita (da Galileo all'Illuminismo, da Lutero a Porta Pia), altrove non è successo. E tutto ciò che è religione (anzi, chiesa) è anche leggi,regole,morale, senza possibilità di dissenso. E' vero che anche da "noi" qualche problemino c'è ancora (Bush che giura sulla Bibbia, i vari Ruini-Mastella-Rutelli) e la genuflessione verso la Chiesa (cosa ben diversa dal credere in Dio o meno) sta assumendo livelli grotteschi. Ma tant'è. Ci siamo alquanto abituati a non seguire le regole civili e religiose nelle nostre società. Diventa difficile pensare dare regole agli altri. Certo è che "scappare" per paura, scusarsi per le vignette, ecc. vorrebbe dire fondare definitivamente l'EurIslam, come purtroppo ha in qualche modo previsto la Fallaci.

Anonimo ha detto...

E' qualcosa di peggio di un ipotetico EurIslam. Stralcio da Repubblica:
Il gruppo fondamentalista palestinese ha promesso di "bruciare la terra sotto i piedi" di chiunque tornera' a offendere il profeta e per bocca del suo leader, Khader Habib, ha approfittato di una manifestazione alla quale hanno partecipato migliaia di persone per promettere "il sacrificio del sangue" in difesa dell'Islam. "Oggi ci limitiamo alle manifestazioni e alle marce" ha detto Habib, "ma se non fermeranno gli attacchi contro il profeta, sacrificheremo il nostro sangue per difenderlo e bruceremo la terra sotto i loro piedi".
Quindi c'è qualcuno (di estraneo al nostro mondo socio-culturale) che ci dice (minacciandoci di morte) che cosa possiamo o non possiamo dire. Ricordo che proprio Repubblica dedicò pagine e pagine alla libertà di espressione e satira in difesa di Luttazzi (che faceva anche satira contro la chiesa cattolica). Mi viene da pensare (ora che tace) che trattavasi solo di strumentalizzazione politica.