giovedì 5 luglio 2007

Il family dog


Io sono un cane. Non a scrivere, sono proprio un cane di quelli con le zampe, il pelo lungo, bau bau eccetera. Mi chiamo Mediolanum (il mio padrone è un family banker) e sono un bastardino. Non me ne vergogno, del resto lo dicono sempre anche del mio padrone. In effetti è un po' strano: è depresso perché perde i capelli, così ogni tanto mi prende e mi appoggia sulla sua testa per ricordarsi i fluenti tempi andati. Sono un cane da riporto.
Non so se vi ricordate di Sapporo, ecco io ero un suo amico di giochi. Sotterravamo ossi (che si differenziano dalle ossa per la vocale finale) insieme. Poi quei fenomeni di CSI hanno iniziato a rompere le palle. Che vita da cani. Comunque devo darvi una brutta notizia riguardo Sapporo: qualche mese fa un acaro maremmano lo morse e morse. Ma non è di questo che volevo parlarvi. Vorrei dirvi che gli uomini sono stupidi, ma questo lo sapete meglio di me che sono solo un cane. Il vostro miglior amico, e conoscendomi non siete messi bene.
Quindi vi annoierò raccontandovi che sono nei guai perché ho addentato una signora fuori dal cancello di casa mia. Sapete casa mia è una fortezza. Un family bunker. Avevo bisogno di evadere e, sincerità per sincerità, quel giorno proprio mi giravano. Così, senza motivo. Sapete quando scendete dalla cuccia con la coppia di zampe sbagliate? Ecco, ho visto quella signora e mi sono venuti i 35 minuti di cane. “Bello cagnolino” tua sorella.
Fortunatamente però voi uomini siete talmente pieni di voi da pensare che qualsiasi evento dipenda dalla vostra volontà. Quindi la colpa l'hanno data al mio padrone, che in quel momento stava vendendo una polizza a svincolo glaciale a un pensionato cieco che riesce a dire solo “buonabitacolo”. È veramente tenera la vostra confusione egotica. Credete che se uno di noi morde è perché è stato addestrato male. Se non fossi solo un cane, potrei offendermi perché così ci spersonalizzate. Date per scontato che nessuno di noi abbia un suo carattere, la sua indole, indipendentemente dalla razza (solo voi vi fate problemi di razza). E invece c'è il cocker spaniel pantofolaio e quello figlio di una buona cagna. C'è il collie che torna a casa e quello che preferisce fermarsi dagli amici. C'è il levriero afgano mujaheddin e quello ossessivo compulsivo. C'è il pastore maremmano bischero e la maremmana cane maiala. Eccetera. Certo ammetto che in qualche modo siamo condizionati.
È usanza diffusa tra i nostri padroni considerare delle aberrazioni della natura tutte quelle persone che osano protestare se per caso sbaviamo nel piatto in cui loro mangiano o se agitiamo la pelvica aggrappati a un arto inferiore e questo ci rende spregiudicati e fieri delle nostre volizioni. Però anche tra noi cani c'è quello a cui gli piglia l'embolo. Quello che poi tutti i vicini di cuccia dicono “era un bravo cane, forse un po' riservato, ma un pastore bergamasco come tanti, portava le pantofole al padrone, al limite tirava su qualche muretto, ma nulla più. Chi se lo aspettava. Però quel postino se l'è cercata”. E non solo noi, anche tutti gli altri animali. Una volta ho visto una formica smontare pezzo a pezzo un tavolo (di fòrmica) solo perché aveva visto la cicala in discoteca (a ballare una canzone di Heather Parisi).
La Quarta Sezione Penale, che immagino rappresenti l'insufficienza delle prime tre, ha infatti stabilito che tutti i cani “possono diventare pericolosi, anche quelli normalmente mansueti” e che quindi la loro potenziale nocività sociale “deve essere accertata in concreto”. Forse è per questo che c'è sempre un idiota che quando vede uno di noi miagola e soffia. Dev'essere un test.
Per sopramercato, la Suprema Corte, che immagino rappresenti l'inferiorità delle altre Corti, ricorda che “l'articolo 672 del C.P. relaziona l'obbligo di non lasciare libero l'animale o di custodirlo con le debite cautele, al possesso dell'animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto”. Ora, io di politica non me ne intendo, ho dei limiti che non mi consentono di esercitare la democrazia: non ho il pollice opponibile per tenere in mano la matita per votare. Però non vorrete rifilarci i "dico" pure a noi?? Noi che ci accoppiamo contro e a favore di natura senza partecipare a nessun Famolo Gay. In pratica se io bazzico per casa tua e tu mi dai del ciappi, sei responsabile degli omicidi che commetto. Anche se non mi possiedi legalmente o biblicamente. Buffo vero? Se tuo figlio tira i sassi dal cavalcavia è colpa della società che tiene troppo alti i prezzi della play station, ma se io mastico polpacci vai in galera tu. Ci state dando un potere e vi auguro che non impareremo mai ad usarlo.
Non è dato sapere se le leggi in questione siano o meno estendibili anche agli altri animali domestici. Se nutrire e ospitare sono condizioni di possesso di fatto, gli uomini sono responsabili anche delle azioni delle zanzare, oltre che dei gatti e dei politici. Curioso che voi siate obbligati a nutrire, ospitare ed educare i figli, ma le loro malefatte vengono ricondotte sempre alla scuola e alla società. Mentre le conseguenze delle nostre azioni ricadono sempre su di voi, anche se nessuno vi obbliga a mantenerci.
Seguendo questa logica, mi verrebbe da cercare il tizio dal cui letto è uscito l'acaro maremmano (epidermidofago) che morse il mio amico Sapporo. Si prefigura l'accusa di essere il mandante del canicidio.
O forse potremmo cominciare a pensare tutti che gli animali sono animali e le persone sono persone. Pensiamo anche che ci sono delle schifezze di persone e delle schifezze di animali: a volte si incontrano e si azzuffano, altre volte si amano e prosperano insieme.

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

..sei sempre il migliore!!!

cruman ha detto...

ciò mi preoccupa per le condizioni degli altri ;)

Pippo ha detto...

Bau Bau Mediolanum
Anch’io sono un cane di nome Pippo (Pepp per gli amici) ho un padrone milanese di quelli che una volta chiamavano “cumendatur”; mi tratta bene, faccio veramente una meravigliosa vita da cani. Di razza ero un Alano fedele, serio, bello, aitante fino a quando una diecina di anni fa nel fiore mia gioventù, il “cumendatur” mi ha portato a fare le vacanze in Versilia. Quando uscivo con lui tutti, indicandomi, gli facevano i complimenti : “Ma che bell’animale !” al che seguiva immancabilmente la domanda: “Alano vero?” finché al concierge dell’albergo, il decimo forse che gli rivolgeva la stessa domanda rispose molto seccato: “El me scüsa un mumentin: l’u pagàa des testuni el vör che me daghen un can senza el büüs del cüü*) ?”
E cosi tornato a casa sul mio Pedigré ha scritto di suo pugno un’H davanti al nome della mia nobile razza cosicché da quel momento sono diventato un Halano.
Ogni tanto per la compagnia mi portano un bella Alana senza l’H davanti. Infatti a me interessa che abbia qualcosa d’altro e ce l’ha.
Ho anche un vicino di casa, un Barbone doc che ha fatto gli studi alla Bovisa, ha per padrone un uomo importante, mi tiene informato sulle vicende politiche (il suo padrone infatti è in politica ed ha sempre ospiti della stessa razza)e mi ha detto: “Credimi: fanno di tutto per assomigliarci ma non ci leccano neanche le zampe. Figurati che quando uno di loro mi ha visto alzare la gamba sinistra contro il mio albero “sanitario” mi ha rimproverato aspramente perche i rifiuti sia fluidi che soliti devono essere depositati a destra anche dai cani. Gli ho digrignato: Pirla *)! non vedi che sono mancino?”
Beh! io sono fortunato: sono Halano ma ambidestro.
Bau Bau, caro Mediolanum: perdonami questo sfogo canino ma tra noi graduati...e alla prossima.
*) mi sembra siano volgarità ma devi scusarmi: sono proprio un cane.