giovedì 19 luglio 2007

Quando il ratto non c'è gli uomini ballano


Il presentatore di riferimento si aggiusta il trucco, lui può permetterselo perché fa la televisione, altrimenti la sua notorietà sarebbe dovuta al ripetersi di “guarda quella checca col fard”. Il sipario sta per alzarsi sul più famoso talk show del Paese e un fragoroso applauso riempie il teatro, sgorgando dai cuori e da un cartello con scritto “applausi”. Cinquant'anni fa la gente andava a teatro con le verdure e i fiori, oggi la possibilità di esprimere il proprio punto di vista ha lasciato spazio alla più elettrizzante eventualità di essere inquadrati per un secondo, durante il quale si fingerà a fatica di non accorgersene. Oggi c'è un solo ospite che è già sistemato su una sedia design, termine moderno per dire scomoda. Dopo un breve silenzio arredato da un sorriso in fine ceramica del presentatore, comincia il dibattito:
Presentatore: “Benvenuto al nostro ospite di oggi che pare abbia cose molto interessanti da dirci. Ma prego, non faccia caso alle nostre paroline, dica pure, lei è?”
Ospite: “Un topo”
P: “Benissimo, questo per dimostrare che qui da noi non si fa discriminazione di razze”
O: “Che cosa fa in piedi sulla sedia?”
P: “Come? No, no, non sono in piedi è che queste sedie design vanno usate in un certo modo, sa gli sponsor, la produzione, l'anticiclone delle Azzorre, ma lei continui pure, qual è il messaggio che ci porta?”
O: “Sono qui per avvertirvi. Per avvertire il genere umano. Voi ora mi vedete così, mi usate per gli esperimenti o mi date in pasto ai vostri serpenti da appartamento che vi siete comprati perché non trovate sufficiente chiamare vostro figlio Brad, per darvi un tono esotico. Voi avete fatto crescere i bambini con Topolino ma se mi vedete dal vivo mi inseguite con una scopa di saggina. Però un tempo io, anzi la mia razza non era così: era molto simile alla vostra.”
P: “Avete sentito amici? Un abitatore delle fogne, mangiamerda, è qui a farci delle lezioni di morale e a ridisegnare le teorie evoluzionistiche. Ma continui pure, noi siamo abituati ad ascoltare con imparzialità e comprensione. – rivolto all'assistente di studio – non è che questa palla di pelo stopposo mi attacca la leptospirosi?”
O: “Vede, secondo alcune teorie cognitive elaborate da suoi simili (sperando che non si offendano), l'intelligenza corrisponderebbe alla capacità di adattamento. Noi in questo siamo indubbiamente i più evoluti. Possiamo in breve tempo far diventare nostro habitat qualsiasi ecosistema: dal deserto, alle zone artiche, dalle fogne di Calcutta, al suo bilocale che usa per fare i provini alle vallette. Possiamo regolare la temperatura del nostro corpo a piacimento. Ci abituiamo a mangiare qualsiasi cosa: carne, pesce, verdura, pasticche di veleno, altri topi, anche se quelle scatolette di cibo cinese take away che ci sono nel frigo del suo bilocale dalla fuga del re in Italia, ci danno qualche problema di reflusso gastroesofageo.”
P: “Quindi voi sareste più intelligenti di noi? Se hai toccato la mia collezione di tofu sperimento su di te la tossicità del mio nuovo ombretto
O: “No, non lo siamo per quanto sembri paradossale. Noi un tempo comunicavamo, ci vestivamo, vivevamo secondo politiche sociali e le nostre idee riempivano pagine di filosofia. Avevamo un presidente: il prof. Tore, Prodi Tore. Maltrattavamo le donne (celebre fu il ratto delle sabine) e nei nostri impeti di libertà cantavamo “oh parmigiano portami via”. L'unica differenza: non giocavamo a calcio, lo trovavamo troppo poco dignitoso per noi come specie, quindi ci dedicavamo ad appallottolare muco nasale. Sfruttavamo le risorse del pianeta e miglioravamo esponenzialmente le nostre condizioni di vita.”
P: “E poi che è successo? Un guerra santa contro i gatti persiani?”
O: “Se fa un'altra battuta così le cago nel camerino. È successo che le risorse sono finite. Acqua, energia, formaggio. Ne abbiamo abusato, le abbiamo mal distribuite ed è finita la pacchia. Certo, come voi, ce ne siamo accorti per tempo, ma nonostante le mille soluzioni escogitate, finché c'era trippa per gatti (brutta metafora) nessuno ha fatto niente per risolvere il problema. Lei deve capire (cioè non proprio lei, non pretendo tanto) che l'evoluzione ha due possibili sviluppi: uno indirizzato alle pure risorse umane (topiche nel nostro caso), alla consapevolezza e all'espansione intellettiva e spirituale, l'altro esclusivamente mirato alla sopravvivenza, privo di inutilità, morale, leggi, pensieri, religioni e torte al cioccolato. L'uno, come può capire persino lei, esclude l'altro perché ti mette su un binario che diverge senza possibilità di ritorno, esattamente come un regionale delle ferrovie. Ora noi siamo l'espressione più alta della sopravvivenza, ma non abbiamo più cultura, obiettivi o una fetta di anima. Mangiamo i nostri stessi figli, viviamo in posti che voi nascondente per ribrezzo, le nostre femmine sono sempre in calore e ci accoppiamo in continuazione per garantire il perpetuarsi della specie”
P: “Mangiate i vostri figli? È una cosa mostruosa! Com'è questa faccenda delle femmine sempre in calore?”
O: “Poi siamo noi gli animali! Invece di produrre feromoni cerchi di pensare. Voi ora siete al bivio evolutivo e è meglio che seguiate il consiglio di chi, come noi, è esperto di toponomastica: quando ti trovi di fronte a un bivio, imboccalo. Non fate il nostro stesso errore, le capacità le avete. Un mio cugino che vive a Lipari mi ha raccontato come vivono gli umani senza acqua corrente. Raccolgono acqua piovana, si fanno la doccia in un catino e l'acqua poi la usano per innaffiare gli orti, cuociono la pasta e non buttano via l'acqua ma la riusano per lavarsi i denti o correggere il martini. Combattono il caldo proteggendo le piante e il freddo condividendo il calore corporeo Ma non potete aspettare che sia la necessità a imporvi questo stile di vita, dovete sceglierlo, per poter poi seguire l'altra via evolutiva, o finirete come noi e la sua unica fetta di notorietà l'avrà con una comparsata in un film dell'orrore, trasposizione de I topi nel muro di H.P.Lovecraft
P: “Bene, questo saccente portatore di germi ci fa anche lezioni di letteratura. Com'è quella faccenda del condividere il calore corporeo?”
O: “Sa che mi piacerebbe averla per cena, giù da noi in discarica? Mi dia retta, non sottovaluti quello che le ho detto. All'inizio eravamo quasi contenti: niente più politici, burocrazia, guerre di religione, pranzi di nozze, ma poi ci si scontra con la realtà: i rapporti sociali sono ostacolati dalla perdita del linguaggio e anche da un afrore non proprio fragrante, l'eccesso di testosterone ci annebbia il cervello rendendoci aggressivi e, dia retta, sta storia della bella topa è una sbalorditiva fesseria”
P: “E mi scusi, lei come mai riesce ancora a parlare? E soprattutto, com'è questa faccenda dell'alto tasso di testosterone?”
O: “Oh io prima non parlavo. Durante un visita a una centrale nucleare un uomo mi ha morso e da allora ho dei superpoteri. Tra cui il linguaggio”
P: “Impressionante! E quali altre qualità umane ha grazie a questi superpoteri?”
O: “Scoreggio”

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15 commenti:

Anonimo ha detto...

Oi!!! Grande Cruman! ;)
Carinissimo il topolino!

Giorgina che si fa chiamare Giò! ;)

cruman ha detto...

grazie, ma il merito è anche un po' tttttuo (se non ti batti per un mondo migliore)

Neottolemo ha detto...

"Dove la madre sappia dove gettare il bebè" che sempre lotta all'inquinamento è. Poi è da vedere se è vero che "già lo fan per la carta, le bottiglie, le pile".

cruman ha detto...

...e siamo gente civile

Maedhros ha detto...

Le scempiaggini simil-malthusiane lasciamole ai topi (ed ai Verdognoli).

L'uomo le risorse le crea, se le inventa.

Essenza71 ha detto...

Eheheh...peccato che non vi si possa sentire mentre la cantate ;o)

"Il sistema immunitario della Terra, per così dire, ha riconosciuto la presenza della specie umana e sta cominciando a provvedere. La Terra sta tentando di liberarsi del parassita umano". Richard Preston

Siamo pigri, e sempre troppo propensi ad attribuire tutte le colpe a chi ci governa, al prossimo o a chi ci ha preceduti, mai a noi stessi. In questo caso ognuno potrebbe nel suo piccolo contribuire a migliorare la situazione, almeno per iniziare a dare un segnale concreto della volontà che quasi tutti a parole diciamo di avere per voler migliorare la salute del pianeta che ci ospita e di conseguenza la nostra. Per iniziare a risparmiare energia e risorse, sarebbe bene ci rendessimo consapevoli delle nostre abitudini e di ciò che provocano sulla vita di tutti.

Splendido articolo, e ottimo spunto di riflessione. Complimenti Cruman, a mio avviso, il miglior modo per festeggiare i tuoi 100000 accessi a questo che non è un semplice blog, ma un concentrato di cultura ed eccellenza intellettiva a disposizione di tutti. Grazie!

Anonimo ha detto...

Oi.. bè, si può dire che ho cominciato a 2 anni a battermi per un mondo (topico) migliore! :D
Sempre Giorgina che si fa chiamare Giò!

Pippo ha detto...

Devo avere in qualche cassetto un diploma da Geometra (forse adesso si dice Geometro per correttezza sessuale) quindi ho avuto nella mia gioventù una certa dimestichezza con la topografia che tuttavia ho sempre praticato assicurandomi che non ci fossero gatti in giro.
Per quanto riguarda la toponomastica, sembra che in questi ultimi tempi sia sorto qualche problema che proporrei di risolvere liberando qualche gatto geneticamente modificato.
Ho ogni tanto qualche raptus, ma lo frego con una tratpola autocostruita che funziona molto bene; la farò brevettare.
Dalla TV ho visto che in Cina, la popolazione topico-rattiera ha superato di gran lunga quella umana. Meno male: visto che sono di bocca buona hanno almeno qualcosa da mangiare. Speriamo che riescano a mangiarseli tutti senza ricorrere all’esportazione. Sarebbe terribile se ci rifilassero qualche milione di topi contraffatti.
E noi? Per ora hai ragione tu ! Stiamo godendo un periodo di felice anche se parziale latitanza rattiera ma fino a quando ci lascieranno ballare? E fino a quando potremo circolare anche nei vicoli bui senza correre il rischio di essere presi in qualche trappola che abbia come esca che so un clone di Marilin Monroe (per i maschi), di Clooney (per le femmine) o di una bottiglia di Langavulin (per quelli come noi)?
Sarà meglio correre subito ai ripari: facciamo un referendum (è di moda)affinché l’ingegneria genetica moderna si dia da fare per creare i nuovi Adamo ed Eva del pianeta: Topolino e Minni.
Chissà; forse con la progenie di tipi come quelli qualche ballo si potrà ancora fare.

benny ha detto...

...e chi dorme più!!!!!!
sai sempre come dire in modo carino cose che da bravi automi non ci accorgiamo....allora il mondo è in mano ai robot come avevano predetto....e dire che abbiamo sembianze umane...

cruman ha detto...

eh già benny, anche se a me sembra che abbiamo sembianze disumane. in quanto al dormire... sai che novità :)

cruman ha detto...

caropippo
perchè non stappi una bottiglia di malto scaldato con i gas della combustione della torba, ne versi un po' su una di quelle pasticche che ti da tua figlia e non scrivi qualcosa per hillman?

Mike Rufo ha detto...

Pippo. E Topolino. Dicono che assomiglio a Pippo, quello alto, spilungone, con le orecchie lunghe. Un cane di personaggio, tontolone e stupido. Tardo a capire. Allampanato. Esco adesso dal box di casa. Ci ho vissuto tre giorni, chiuso lì sotto, rintanato a far da mangiare ai topi e alle blatte, rosse, con le ali azzurrine, nel buio, dopo l'accensione del neon che ronzava dal soffitto.

Ho letto qualcosa. Mi piace, ma a tratti mi mette l'ansia. Credo che i blog contengano troppe cose. Nel senso, tante cose buone e tanta confusione che finisce per devastare. Ma è soltanto la mia opinione in merito ai blog in generale. Uno sversatoio di esperienze che la gente dovrebbe leggere. Forse. E che invece scoraggiata non legge.

Se scrivo sul blog chiamano la neuro…
Un blog non ce l'ho mai avuto. Mi mette addosso l'ansia. Di leggere e di scrivere tutte quelle robe che hai fatto e che hai pensato. Qualche volta, e qualche volta immaginato. O forse è il contrario. Prendo un tavor. Anzi un roipnol annegato nella vodka e ci scrivo qualcosa.
È che nel blog si va a ruota libera, e le parole sgorgano, peggio dell'idraulico liquido, da un lavandino otturato per la troppa melma. A proposito di shampoo, stamattina ho dimenticato di comprarlo. Ne ho bisogno, tremendamente bisogno. Capelli di stoppa. Paglia secca. I capelli prendono energia dal cervello. Lo prosciugano. Lo diceva sempre zio Tebaldo, prima di tirare le cuoia in Lomellina, quando si allagarono i campi, lui che era della Calabria, e non sapeva nuotare, annegò nelle risaie. Forse domani ritorno. Leggo e ripenso. Commento. Adesso vado a lavarmi dai miasmi del box. Accidenti al vicino che mi ha sbarrato la saracinesca.

Però mi piace.

cruman ha detto...

caro mike
è probabile che se scrivi su un blog chiamino la neuro (non che questo commento invogli a chiamare qualcun altro) ma forse non ti sei guardato bene intorno (ovvio che da un box non si ha una visuale proprio panoramica). Perchè se gli autori di questi milioni di blog sono ancora a piede libero significa che in manicomio ci sono quelli normali.

Mike Rufo ha detto...

la nonna Adelaide aveva i baffi troppo lunghi. Ai suoi tempi non esisteva la ceretta, e gli ormoni facevano scherzi da prete, specie superati i cinquanta, e con cinque gravidanza alle spalle, delle quali una sicuramente isterica. Adelmo, che è il mio psichiatra, mi ha consigliato di fare outing. Sostiene che liberarsi dei ricordi può giovare alla salute cerebrale. E' come ingollare mezza dozzina di quegli yoghurt della Marcuzzi, e trascorrere un paio di ore sulla tazza del wc. Quando hai finito, ti senti libero. Anzi "ti regolarizzi".

cruman ha detto...

be' vecchio mike, il problema non è tanto la gravidanza isterica, ma la moglie isterica.
Come direbbe Marx (quello coi baffi come nonna adelaide, non quello che si faceva scrivere i libri da engels) vorrei dei figli da te, se non ce li hai vanno bene anche dei nipoti.